CESARINI PIANGE DI GIOIA: "QUESTA SOCIETA' E' UNA FAMIGLIA"
- Juri Lertora
- 20 ore fa
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Dalle lacrime per il ritiro sfiorato a gennaio al gol decisivo in finale. Alessandro Cesarini racconta il miracolo verde: «A quasi 37 anni un'emozione incredibile. Questa società è una famiglia, dedico tutto ai miei figli»
Ci sono storie che superano i confini del rettangolo verde per diventare leggenda, e quella scritta oggi dalla Fezzanese a Torino è una di queste. Una battaglia calcistica infinita, sofferta fino all'ultimo respiro, vinta da un gruppo vero e da un popolo intero, accorso in massa fino in Piemonte per spingere i ragazzi verso un traguardo clamoroso. Una promozione in Serie D che porta firme indelebili, come il rigore decisivo di Mirko, ma che custodisce nel cuore il riscatto più bello: quello di Alessandro Cesarini.
"Il Mago" ha incantato ancora. Ma questa volta, prima ancora che con le sue note tecniche e la sua visione di gioco, ha commosso tutti con l'anima. Quella stessa anima che a gennaio stava per fargli dire "basta".
«È un’emozione veramente incredibile – racconta un Cesarini visibilmente commosso, con gli occhi lucidi di chi ha dato tutto –. Abbiamo sofferto fino alla fine, ma lo abbiamo fatto da gruppo vero, quale siamo. Siamo stati trascinati dall’entusiasmo della gente che è venuta fino a Torino per sostenerci. Sono emozioni incredibili: a quasi 37 anni mi sono ritrovato a piangere».
Dietro questo trionfo c'è un retroscena che racconta perfettamente cosa sia la Fezzanese: una famiglia prima ancora che una squadra di calcio. «A gennaio ero vicino a smettere – svela il trequartista –. Ho parlato con il presidente dopo la finale di Coppa che non sono riuscito a recuperare e che poi abbiamo perso. Loro però mi hanno detto che continuavano a puntare su di me e che mi avrebbero aspettato in qualunque momento. Alla fine hanno avuto ragione, perché sono riuscito a segnare dieci gol».
Dieci perle in stagione, con le ultime due pesantissime, arrivate quando il pallone scotta di più: prima la magia al Ferdeghini, poi il graffio decisivo nella finalissima contro il Lascaris. «Fare questo gol in finale è un’emozione immensa. Lo dedico ai miei bambini, che con la loro voglia di vedermi ancora in campo mi hanno dato la forza di non mollare. Dedico questa vittoria alla mia famiglia e alla splendida famiglia della Fezzanese».
E il futuro? Dopo aver riportato i "verdi" nel massimo campionato dilettantistico nazionale, per il Mago e la dirigenza sarà tempo di festeggiare, ma anche di guardare avanti. «Con Ivan, il presidente, e Arnaldo, il presidentissimo, c’è un rapporto straordinario: ci vedremo, parleremo e probabilmente ci siederemo anche a tavola insieme per capire quale potrà essere il futuro».
Per adesso non serve pensare a domani. Oggi Fezzano si gode i suoi eroi. Oggi la Serie D è di nuovo realtà. Grazie ragazzi, grazie Mago!





