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Cuore, orgoglio e lacrime: la Fezzanese cade solo ai rigori nella finale di Coppa




Alla Sciorba di Genova finisce 9-8 dal dischetto per il Pietra Ligure dopo una battaglia epica: i verdi accarezzano il trofeo, lo meritano, ma tornano a casa a testa altissima



C’è un modo di perdere che fa male più di altri, perché non cancella nulla, anzi rafforza. La Fezzanese saluta la finale di Coppa Italia di Eccellenza con un’amarezza profonda, cadendo solo ai calci di rigore contro il Pietra Ligure sul neutro della Sciorba di Genova, dopo una partita che resterà impressa a lungo nella memoria di chi l’ha vissuta.

Un 9-8 dal dischetto che racconta di un equilibrio estremo, di nervi tesi, di sogni accarezzati e sfuggiti di mano per dettagli infinitesimali. I ragazzi di Giulio Ponte sono andati vicinissimi all’impresa: prima raggiunti al 95’ dopo aver rimesso il naso avanti al 93’, poi traditi dalla crudele lotteria dei rigori, con gli errori di Beccarelli e Stradini che avrebbe potuto consegnare la Coppa ai verdi.

Eppure, al di là del risultato, resta una prestazione gigantesca. Una finale vera, intensa, combattuta, ricca di colpi di scena e giocata a viso aperto da due squadre di grande livello, capaci di onorare fino in fondo una manifestazione prestigiosa.

La Fezzanese parte forte e crea già nei primi minuti: Nicolini ispira Scarlino, Cesarini e lo stesso Nicolini va più volte vicino al gol, trovando sulla sua strada un Duberti in versione monumentale. Occasioni, traverse, parate decisive: al 45’ è miracoloso l’intervento del portiere pietrese sul colpo ravvicinato di Beccarelli, fotografia perfetta di un primo tempo che avrebbe meritato un vantaggio verde.

Nella ripresa la partita non cala d’intensità. Al 66’ arriva finalmente l’esplosione di gioia: Morelli, appena entrato, firma l’1-0 ribadendo in rete dopo la respinta di Duberti su Bruccini. Sembra il momento buono, ma il Pietra Ligure reagisce e pareggia con Rovere al 73’. Il Pietra  ha subito l’occasione per rimettere le mani sulla Coppa: rigore al 75’, Giglio dal dischetto, Mazzola si supera e dice no.

Quando il cronometro corre verso il novantesimo, il cuore verde non smette di crederci. Al 93’ Scieuzo, liberato dalla sponda di testa di Nicolini, trova il 2-1 che sembra definitivo. Ma il calcio sa essere spietato: al 95’ un altro rigore, Rovere firma il 2-2 e rimanda tutto ai supplementari.

Nei trenta minuti extra regna la stanchezza e la paura di sbagliare, con Bruccini che al 106’ sfiora il colpo del ko. Poi i rigori, interminabili, dolorosi. Uno dopo l’altro, fino all’epilogo che premia il Pietra Ligure.

La Fezzanese esce sconfitta nel punteggio, ma vincitrice nello spirito. Ha dimostrato carattere, qualità, appartenenza. Ha fatto sognare i suoi tifosi e ha lasciato il campo tra gli applausi, consapevole di aver dato tutto.

Fa male, sì. Ma è da serate come questa che si costruisce l’orgoglio di una società e di un gruppo. La Coppa non arriva, ma il cuore verde esce più forte che mai.


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