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L’IMMORTALE BRUCCINI SCRIVE LA STORIA: “E’ STATA UNA GRANDE EMOZIONE”


Dal dischetto al 122° minuto, il capitano silenzioso firma il rigore della liberazione contro il Lascaris. Cuore, orgoglio e leggenda: Fezzano riabbraccia la quarta serie.


Ci sono pomeriggi in cui il calcio smette di essere un semplice gioco e si trasforma in pura sceneggiatura cinematografica. Pomeriggi in cui il destino decide di baciare i più audaci, i più resilienti, coloro che non hanno mai smesso di credere anche quando le gambe tremavano e il fiato sembrava finire. La finale dei playoff nazionali contro il Lascaris è stata esattamente questo: un’epopea infinita, un viaggio fino all'inferno e ritorno, culminato nell'estasi più pura.

La Fezzanese è di nuovo in Serie D. Ha cancellato un anno di purgatorio in Eccellenza nell’unico modo che questa terra conosce: lottando su ogni pallone, sputando sangue, rimanendo uniti come una famiglia.

E a firmare la pagina più gloriosa di questa rinascita non poteva che essere lui. Mirko Bruccini.

Il cronometro segnava il minuto 122. Centoventidue minuti di battaglia, di chilometri macinati, di sofferenza e di speranza. Un intero anno di sacrifici racchiuso in un unico, glaciale istante. In quel momento, sul dischetto del calcio di rigore, non c'era solo un pallone. C'era il sogno di un intero borgo, l'orgoglio di una società, la fatica di un gruppo straordinario. Un peso che avrebbe schiacciato chiunque, ma non il nostro Capitano Silenzioso. Con la freddezza dei grandi e l'umiltà dei giusti, Mirko ha guardato negli occhi il portiere avversario e ha fatto esplodere la gioia del popolo verde.

Un gol che è già leggenda, arrivato a coronamento di una partita pazzesca. “È stata una grande vittoria” – ha commentato a caldo un Bruccini visibilmente emozionato ma, come sempre, specchio di immensa umiltà. “Siamo partiti molto bene nei primi venti minuti, poi però ci siamo complicati la vita perché abbiamo smesso di giocare e di esprimere il nostro calcio. Per fortuna nei tempi supplementari abbiamo continuato a macinare chilometri, nonostante loro spingessero tantissimo. Alla fine la vittoria è arrivata grazie a un episodio, quello del calcio di rigore, ma credo sia stata la ricompensa per tutto quello che abbiamo dato sul campo”.

Parole da leader vero. Un campione infinito che a 40 anni, dopo aver calcato i palcoscenici prestigiosi di Serie B e Serie C con maglie storiche come quelle di Spezia, Cosenza, Lucchese e Alessandria, ha scelto di tornare a casa per sposare la nostra causa. Non per sfilare, ma per correre, lottare e diventare il simbolo di questa rinascita.

Oggi festeggiamo un gruppo di ragazzi straordinari, uno staff tecnico encomiabile e una società che non ha mai mollato. Ma oggi, concedetecelo, ci inchiniamo a Mirko Bruccini. L'uomo del destino, il capitano silenzioso che ha preso per mano la Fezzanese e l'ha riportata dove merita di stare.

Bentornata in Serie D, Fezzanese. Grazie, Capitano!


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